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Nuovo elenco aggiornato degli Alberi monumentali d'Italia

 

Con decreto direttoriale prot. n. 0364243 del 24 luglio 2026, pubblicato  in G.U. Serie Generale n. 182 del 7 agosto 2026, è stato approvato il decimo aggiornamento dell'elenco nazionale, elaborato sempre sulla base degli elenchi pervenuti da alcune Regioni, comprendente un totale di n. 82 nuove iscrizioni.
 I decreti di integrazione e variazione approvano anche delle variazioni dovute a perdite di esemplari per morte naturale o abbattimento o perdita dei requisiti a causa dell'elevato deperimento strutturale e fisiologico, nonché rettifiche ad alcuni dati.  

Le schede iscritte nell'Elenco nazionale ammontano a 5.008, che interessano complessivamente ben 17.564 esemplari monumentali, di cui 4.524 come singoli alberi monumentali e 13.040 come gruppi omogenei di alberi monumentali (filari stradali, viali cittadini, insieme di piante nei parchi o nelle ville storiche, boschetti in zone rurali, ...).

I nuovi alberi monumentali sono radicati in Abruzzo, Puglia e Umbria.
Tra i nuovi ingressi si segnala il maestoso pino d'Aleppo di Pescara che a seguito del cedimento del terreno ha ora il tronco ritorto a terra, gran parte di quest'ultimo è appoggiato al suolo e solo dal castello (ossia, dalla porzione superiore del fusto nella quale avviene la suddivisione principale in branche strutturali), l'albero recupera la verticalità, con una parte della chioma che lambisce il terreno e l'altra sviluppata in alto verso il cielo. Si evidenzia, inoltre, il tasso vetusto di Monte Sant'Angelo (FG) dalle dimensioni eccezionali in termini di diametro, 324 cm, ed elevato valore ecologico con forma e portamento unico.

Infine, la roverella di Norcia (PG), esemplare caratterizzato da un diametro del tronco di 535 cm, con un fusto rettilineo dal quale dipartono le branche principali lungamente estese ad andamento sub orizzontale e sub verticale formanti una chioma maestosa espansa e non compressa. L'esemplare caratterizza il paesaggio circostante essendo un elemento di riferimento nell'ambiente agro-montano.
  
L'Elenco completo degli alberi monumentali d'Italia è pubblicato sul sito internet www.masaf.gov.it, sezione "politiche nazionali/foreste/alberi monumentali".

Con questo nuovo aggiornamento, al netto di alcune cancellazioni dovute a morte naturale o ad abbattimento per elevato deperimento strutturale e fisiologico, le schede iscritte nell'Elenco nazionale ammontano a 5.008, che interessano complessivamente ben 17.564 esemplari monumentali, di cui 4.524 come singoli alberi monumentali e 13.040 come gruppi omogenei di alberi monumentali.

Dal settembre 2025 gli alberi monumentali d'Italia sono salvaguardati ciascuno da una zona di protezione dell'albero (ZPA) che complessivamente, a livello nazionale, interessa circa 1.100 ettari di territorio vincolato e tutelato dalla Direzione generale delle foreste e, limitatamente alle regioni a statuto speciale, dai rispettivi Corpi forestali.
 Per capire, 1.100 ettari di territorio corrispondono a una superficie pari a 1.571 campi da calcio tutti attaccati tra loro.

Un po' di dati e curiosità.

Questi 17.564 alberi monumentali d'Italia sono radicati nel territorio di 1.705 comuni. Solo nel Comune di Roma Capitale si contano ben 93 alberi monumentali. Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte sono le regioni con il maggior numero di alberi monumentali censiti.  L'albero monumentale d'Italia più alto è un platano radicato a Villa Erba a Cernobbio (CO): 59,5 metri. Il secondo più alto è un larice in località Masaccio, lungo la strada del vino, ad Appiano (BZ): 58,5 metri.

Quello più vecchio è l'olivastro di Luras (Olbia), in località Santu Baldolu, avente oltre 3.00 anni di età, seguito dal castagno di Sant'Alfiu (CT), in località Nucifori, con quasi 3.000 anelli nel tronco. Mentre quelli più grandi sono il fico magnolioide di Villa Niscemi e di Villa Garibaldi, entrambi a Palermo ed entrambi con una circonferenza di 3.605 cm.

Le specie arboree monumentali più diffuse sono la roverella, il faggio, il platano, il leccio e il castagno. Tra gli arbusti monumentali più diffusi spicca il lentisco, radicato prevalentemente in Sardegna.

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