Comunicati stampa
Question Time del Ministro Lollobrigida alla Camera
(24.09.2025)
Il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha risposto alle interrogazioni sulle ulteriori iniziative per promuovere e sostenere la filiera del riso e sulle ulteriori iniziative per una politica agricola comune che preservi un'adeguata strategia di investimento
Risposta immediata sulle iniziative per una politica agricola comune che preservi un'adeguata strategia di investimento
Grazie presidente, grazie onorevole Pisano, la possibilità di rispondere su questo tema che è all'ordine del giorno e impegnerà le strategie europee nei prossimi anni. Come stabilito dai dettati fondativi dell'Unione, la PAC è uno decisivo e fondamentale per garantire il reddito degli agricoltori e produzione di qualità accessibili a tutti. Il governo Meloni ha fatto la sua parte, risultando nella storia il primo per risorse investite in agricoltura, e i dati di crescita del settore certificati da Istat lo testimoniano, attribuendo gran parte dei risultati proprio a queste risorse, oltre ovviamente al lavoro dei nostri eccezionali produttori. Grazie anche all'impegno del nostro governo, ringrazio il collega Foti qui presente e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, siamo riusciti a ottenere una riserva di fondi destinata alla banca all'interno del cosiddetto fondo unico, ipotesi inizialmente preclusa. Questo però non è sufficiente, perché la risposta della Commissione prevede comunque che ciascuno Stato possa destinare quei fondi a finalità non strettamente legate allo sviluppo della sovranità alimentare europea.
Se questa proposta venisse approvata, potrebbe accadere che le risorse destinate agli agricoltori siano dirottate verso altri settori. Immaginate allora un governo diverso dal nostro che decide di utilizzare quelle risorse per altre scelte, magari più convenienti in termini elettorali immediati, come la follia della cittadinanza, ma che metterebbero a rischio il nostro modello alimentare e la tutela dell'ambiente che i nostri produttori garantiscono. Per questo motivo, ancora una volta, lo scorso 22 settembre, nel corso dell'Agrifish, ho ribadito che per l'Italia la scelta più coerente rimane quella di distinguere i fondi, evitando l'istituzione di un fondo unico. Le complesse dinamiche legate ai cambiamenti climatici, la concorrenza globale, le tensioni geopolitiche richiedono oggi più che mai di incrementare, non certo di ridurre, il budget destinato alla politica agricola comune. Non è possibile ridurre gli investimenti a sostegno dell'agricoltura europea, soprattutto a fronte di un aumento del bilancio europeo.
L'attuale proposta riduce invece sensibilmente i fondi certi, lasciando all'autonomia degli Stati la determinazione delle risorse da aggiungere. Significherebbe di fatto rinunciare a gran parte dell'elemento della pianificazione alla base di un quadro pluriennale di investimenti così immaginato dai padri fondatori dell'Europa e in particolare a Stresa, quando si immaginò la PAC, proprio per garantire una visione strategica di carattere europeo. Ed è proprio questo il rischio più importante che vediamo e che comporterebbe l'Unione Europea indietro di 60 anni in termini di pianificazione. Praticamente tutti i ministri dell'agricoltura e gli Stati europei hanno contestato in maniera aperta questa modalità, che segna quindi un oggettivo disallineamento tra la volontà popolare espressa dai governi di ogni segno e colore politico e le burocrazie di Bruxelles. Insieme ai tanti parlamentari europei di molte delle famiglie più importanti, anche molti rappresentanti di quasi tutti i gruppi parlamentari, con i colleghi assessori regionali delle regioni italiane e con le associazioni agricole, che ringrazio, lavoreremo per chiedere ed ottenere una revisione di questa posizione.
Risposta immediata sulle iniziative per promuovere e sostenere la filiera del riso
Grazie Presidente, ringrazio il gruppo di Fratelli d'Italia e l'onorevole Ciaburro per aver illustrato l'interrogazione che mi permette di sottolineare quanto il Governo sta facendo in difesa del settore del riso.
Come emerge chiaramente dai numeri richiamati dall'interrogante, l'Italia è leader indiscusso in Europa per la produzione di riso, il 57%, ed è pure questa caratteristica che ci rende nella condizione e nella responsabilità di assumere una leadership a livello europeo, nella condizione di una difesa di questo settore. L'Italia lo ha fatto già con la tutela del riso lavorando contro la concorrenza sleale di altre Nazioni che non rispettano gli standard produttivi che vengono imposti ai nostri agricoltori. Un altro successo è stata la difesa delle produzioni nazionali con l'accoglimento dell'opposizione italiana al riconoscimento del riso basmati Pakistano come prodotto a Indicazione Geografica Protetta.
Sul fronte nazionale abbiamo incrementato l'attività di ricerca in campo varietale stanziando, con l'ultima legge di bilancio, 9 milioni di euro per le tecniche di evoluzione assistita, che sono sperimentate all'interno dell'università, dove per altro ci sono stati episodi prodotti da ecoterroristi, così li chiamo, che hanno distrutto le coltivazioni che la scienza metteva in campo.
La speciale attenzione al settore risicolo è ulteriormente testimoniata
dal risultato eccezionale di Risò, organizzato a Vercelli, che è un po' la patria italiana del riso, avendo il massimo della produzione all'interno della nostra Nazione. In questi giorni c'è un'altra manifestazione a Isola della Scala, altrettanto importante, di promozione del settore risicolo. A Risò, al di là dei numeri che poi citerò, le rappresentanze dei governi di Spagna, Grecia, Portogallo, Francia, Romania, Bulgaria e Ungheria, che sono quelle produttrici di riso in Europa, si sono riunite insieme a noi su nostra proposta per creare "EURice", l'alleanza per la difesa del riso europeo e della sua qualità.
La manifestazione è stata di grande successo, lo testimoniano i numeri: 70.000 visitatori, 10.000 persone che hanno visitato i borghi e le aree di produzione di riso nel vercellese, migliaia di visualizzazioni sui social, si calcola che abbiano superato i 5 milioni di utenti.
I rappresentanti degli Stati presenti, le Istituzioni italiane, le organizzazioni di settore e gli operatori commerciali sono stati coinvolti in oltre 30 convegni tematici e divulgativi in tre giorni e ci sono stati più di 500 incontri. Molto importanti per i nostri imprenditori i buyer internazionali, gli acquirenti che vengono da tutto il mondo per comprare il nostro riso. Significa economia e ricchezza.
Lunedì a Bruxelles abbiamo riunito per la prima volta i colleghi di "EURice" per affrontare da subito i temi dirimenti rispetto ad alcune importazioni. Per esempio, vogliamo eliminare un vantaggio che viene dato alla Cambogia e al Myanmar, quello della solidarietà, che però non tiene conto di un fatto. Noi in Italia facciamo rispettare ai nostri imprenditori i diritti dei lavoratori, e ci mancherebbe altro, i diritti dell'ambiente, e ci mancherebbe altro, e poi importiamo a dazi zero da Nazioni riso che viene realizzato sfruttando i lavoratori, in particolare i bambini, i giovanissimi e non c'è in quelle Nazioni nessuna tutela dell'ambiente.