Comunicati stampa
Annunciato il primo bosco vetusto nazionale: con
l'Abetina di Rosello Italia capofila in Europa
(06.03.2026)
L'Italia ha il suo primo Bosco Vetusto, una distesa di 169
ettari di abetine a Rosello, in provincia di Chieti, che per circa due secoli è
rimasta intoccata e ha mantenuto un equilibrio ambientale dove i processi
naturali evolvono senza alcuna interferenza umana.
"I boschi vetusti sono custodi della biodiversità, uniscono
natura, cultura e identità dei luoghi. La loro verticalità testimonia lo
scorrere del tempo e racconta la nostra storia. Proteggerli e valorizzarli
significa preservare la nostra memoria e diffondere la loro bellezza. L'Italia
è ancora una volta capofila in Europa grazie a una strategia forestale
all'avanguardia che permette di istituire un ulteriore presidio di
conservazione naturale del nostro patrimonio arboreo", ha dichiarato il
ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco
Lollobrigida.
L'iscrizione del primo bosco vetusto nella Rete Nazionale
giunge al termine di un iter di validazione scientifica che ha confermato la
presenza dei requisiti di eccellenza. Si tratta di alberi autoctoni, spontanei
e che per oltre sessant'anni sono stati capaci di resistere al tempo senza
alcun intervento umano. Con un'estensione minima di 10 ettari, denotano un
elevato grado di naturalità perché presentano tutti gli stadi del ciclo
vitale, dalle piantine giovani agli alberi adulti, dagli alberi morti in piedi
a quelli atterrati, creando così habitat ospitali per la flora e la fauna.
Il decreto istitutivo ha come obiettivo quello di preservare
l'integrità di un'area che è stata capace di sopravvivere autonomamente durante
gli anni. Sono vietate attività di disturbo, prelievo e manipolazione
dell'ecosistema, come utilizzo di droni tecnologici e operazione di gestione e
modifica del soprasuolo perché ne pregiudicherebbero il suo ambiente
naturale.